con (in ordine alfabetico) Sonia Bertin, Alberto Brichetto, Lorenzo Cencetti, Chiara Felici, Alessia
Filiberti, Francesco Lanzanova, Ariela La Stella, Aurelio Mandraffino, Giovanni Pio Antonio Marra, Riccardo Pieretti,
, Federica Stefanelli
e con la partecipazione di Pino Tufillaro
musiche Davide Mastrogiovanni | Harmonia Team
scene Carlo De Marino
costumi Lucia Mariani
disegno luci Javier Delle Monache
assistente costumista Isabella Melloni
scene realizzate dal Laboratorio di Scenografia del Teatro della Pergola
macchinisti realizzatori Duccio Bonechi, Cristiano Caria, Francesco Pangaro, Filippo Papucci
produzione Teatro della Toscana
foto di scena Manuela Giusto
Dal28 dicembre Al 19 Gennaio 2025
FEMININUM MASKULINUM
uno spettacolo di Giancarlo Sepe
INFO
Dal martedì al sabato ore 21 | domenica ore 18 (lunedì riposo) Recita speciale lunedì 30 Dicembre
Teatro La Comunità
Via Giggi Zanazzo 1, Roma
Info e prenotazioni
06 581 7413 – teatrolacomunita@gmail.com
Acquista i Biglietti
https://www.ticket.it/teatro/evento/femininummaskulinum_738011.aspx
L’ascesa di Hitler, la ribellione degli artisti. Alcuni si esprimono negli angoli bui, nei sotterranei,
altri decidono di scappare, e salvarsi la vita. Il nuovo spettacolo di Giancarlo Sepe racconta di
questi fuggiaschi.
La storia è scritta da donne e uomini, artefici e vittime di loro stessi. Il 30 gennaio del 1933 Hitler sale al
potere e tutto quello sognato e sperato nella Repubblica di Weimar: le promesse, le libertà culturali,
politiche, sessuali, quelle di genere, sono cancellate. Il teatro, la musica e il cinema cercano di
respingere le proibizioni sul pensiero, la patria, la famiglia e il sesso. Sono gli artisti a ribellarsi, a
ritrovarsi in posti nascosti come clandestini, cantanti, attori, romanzieri, drammaturghi, ballerini e
musicisti, scelgono di esprimersi negli angoli bui, nei sotterranei, nei letti, nelle strade e sono alcuni di
loro che in quel fatidico giorno, il 30 gennaio 1933, decidono di scappare e salvarsi la vita.
Thomas Mann, forte del Premio Nobel, cerca di resistere alla fuga e solo nel 1936 decide di lasciare la
Germania con la moglie Katia ebrea di nascita. Erano gli anni in cui i tedeschi guardavano all’America
come alla terra dove tutto è possibile, finanche accettare la musica nera, permettere a tutti, ebrei
compresi, di fare del cinema, tra questi Billy Wilder, il regista ebreo di origine austriaca che nella Berlino
de 1929 dà avvio alla sua carriera, mantenendosi, lavorando da ballerino per signore sole, in una
Ballsaal della capitale.
Hitler costruisce la nuova Germania desiderosa di annientare i nemici e diventare agli occhi del suo
popolo la razza eletta. L’efferatezza espressa in quegli anni, con uccisioni e rappresaglie, creano paura
e tracciano la strada di una perdizione che solo una guerra “persa” potrà sanare. Negli anni ’30, in
America, c’era la grande depressione e il proibizionismo che elessero personaggi come Al Capone a
eroe di un dissesto morale che spesso viene assimilato al terrore nazista. Tutti fuggivano, tutti
cercavano un posto dove stare e lavorare. Femininum Maskulinum racconta di questi fuggiaschi.
Thomas Mann nel giorno in cui gli viene sottratta la laurea ad honorem di Bonn e la cittadinanza
tedesca, nel 1936, attacca il nazismo e rinuncia, andando via dalla sua terra, a continuare quei giuochi
da mago che i figli gli chiedevano prima di andare a letto, per esempio: far sparire cose e persone, in
quel caso l’umanità gli sarebbe stata grata di aver salvato il mondo dalla tragedia. Ma fu lui a eclissarsi
in una città del New Jersey, a Princeton. I figli di Thomas Mann, invece, furono capaci di lottare da
subito contro la barbarie di chi voleva determinare la loro identità di genere. L’omosessualità era bandita
e combattuta, nonostante molti omosessuali popolassero il partito di Hitler.
Quali parole sono state dette in quegli anni, quali quelle sentite attraverso muri immersi nella città, in
balia di uomini e musiche che ammaliavano e atterrivano? Quali amori? Tutti inconfessabili e forti come
delitti, passi di gloria e di certezze svanite, uomini e donne, sorelle e amanti, con figli degeneri o forse
no. Sarebbe bello essere sé stessi e rimanere in un posto qualunque senza agguati o soprusi da
sopportare.
Giancarlo Sepe