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Dal 5 al 8 Novembre 2026 - POSTULATI SUL SENSO DELLA VITA - di Michele Mion

Michele e Filippo, amici e attori in crisi, vedono il loro spettacolo crollare. Quando Filippo rompe la quarta parete uscendo dal proprio personaggio, nasce un duro confronto: per lui il teatro è una vocazione da rispettare, per Michele un mestiere. La tensione si spezza quando Vera, una spettatrice incuriosita dalla sincerità del litigio, sale sul palco. Attraverso il suo sguardo emerge il vero dramma: il sabotaggio deliberato di Filippo, un gesto estremo per obbligare l’amico a una frattura e difendere ciò che resta del suo amore per il teatro. Prende vita così una commedia amara sulla crisi dell’arte e sulla sua rinascita, un racconto toccante e divertente su come, a volte, sia necessario distruggere tutto per ritrovare ciò che ci spinge ad inseguire i nostri sogni: un amore viscerale e incrollabile per quello che si è scelto di realizzare con la propria vita.

Premio “Giuria dei Docenti Nico Pepe” 2025 (Concorso Nazionale Giovani Realtà del Teatro) Premio Drammaturgico “Antonio Conti” 2025 (Sezione Under 30 del Festival GAD) Premio “Luce sul Proscenio” 2025 (Teatro Tordinona e ONLUS Annita Favi

 

Con Michele Mion

      Filippo Masocco

      Alice Civallero

Regia di Michele Mion 

Produzione 

Monolocale Produzioni   

 

INFO e PRENOTAZIONI

Dal Giovedi al Sabato spettacolo  ore 20.30 Domenica ore 18 

Teatro La Comunità          tel 065817413

Via Giggi Zanazzo 1 (Trastevere)

Biglietti Spettacolo : intero 16 €

                                   Ridotto 12 €

                                   Gruppi 10 €

Prenotazioni  monolocaleproduzioni@gmail.com 

Prevendita https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/postulati-sul-senso-della-vita-roma

Tessera associativa teatro 2026  3 €

                                      

Dal 28 ottobre al 1° novembre 2026 - SU TUTTE LE FURIE Storia della figlia

di e con

Giuditta Cambieri
Diretta da Rosa Masciopinto


Vocal coach Melania Giglio

Disegno luci SabrinaFasanella

Fonica Elli Nancy Natale

 Aiuto regia Maria Luisa De Vendictis

 

 

 

 “Manca il comandamento del rispetto ONORA LA FIGLIA…il mondo ti giudicherebbe se ci fosse il comandamento e tu temeresti e staresti attento”

Questa è l’intuizione di Anna Segre per la sua più recente raccolta di poesie, un
percorso di riflessioni amare, a volte talmente tragiche da sfiorare la comicità e che
Giuditta Cambieri incarna, mettendo in scena l’urlo di rivincita e di riscatto a nome
di tutte le donne che nascono e crescono ferite dal nostro sistema patriarcale.
Il padre semina paura e acredine, la madre non può, non riesce, non sa arginare: il
danno è inevitabile, per la figlia non c’è scampo.
In scena c’è proprio lei, la figlia, che fa i conti con ciò che resta dopo la morte dei
genitori.
La casa, scatola nera che ha racchiuso e nascosto l’indicibile, ora è crollata e i cocci,
gli strappi, i frammenti del cuore sono a vista e finalmente la figlia può mettere a
fuoco la propria verità.
Ne nasce un racconto sulle musiche di Šostakovič in cui furore e grazia guidano la
versatilità di un’attrice che ha cominciato a danzare con Pina Baush e che da sempre
scrive i suoi spettacoli spinta dalla necessità di fare teatro oggi.

LO SPETTACOLO SARA' PRECEDUTO DA 

Onora la figlia

Rassegna d’ incontri introduttivi alla rappresentazione dello spettacolo SU TUTTE LE FURIE

Un’ occasione di riflessione culturale e civile con l’intento di trasformare l’evento
teatrale in un’esperienza partecipativa, creando spazi di ascolto e condivisione con il pubblico per una visione più consapevole dello spettacolo.

Incontri, conferenze e laboratori pomeridiani organizzati intorno al tema di un comandamento che manca: onora la figlia.

Argomenti come l’eredità della cultura patriarcale, la violenza visibile e invisibile
nella famiglia, l’educazione sentimentale, la memoria domestica e collettiva - che
sono stati alla base della ricerca e della scrittura dello spettacolo - diventano occasione di approfondimento e discussione degli incontri

PROGRAMMA

Ogni giorno uno spazio di riflessione con L’autrice Anna Segre in dialogo
con:


MERC 28 ott ore 19,30 Benedetta Barone – Leonardo de Robertis
“Chi ama chi?”


GIO 29 ott ore 19,30 Giuseppe Manfridi
“Voce del verbo onorare”


VEN 30 ott ore 19,30 Antonella Petricone
“Educazione sentimentale e patriarcato”


SAB 31 ott ore 19,30 Sandra Giuliani
“La famiglia nella scrittura poetica delle donne”


DOM 1 nov ore 17,00 Matilde Poletti-Sofia Gosti
“Il corpo della figlia”

                                                    

Con un unico biglietto l' accesso a tutti gli incontri è gratuito 

 

 

INFO
Da Mercoledi  a Sabato   Rassegna ore 19.30 Spettacolo ore 21   Domenica  Rassegna ore 17 Spettacolo ore 18.30 

Teatro La Comunità

Via Giggi Zanazzo 1, Roma
Info e prenotazioni

https://dice.fm/event/6adf1d35fcd66600011b7f63

marialuisadev@gmail.com  tel 3922878573


06 5817413  – teatrolacomunita@gmail.com

Biglietti spettacolo
12€ 
  tessera associativa Ass. Cult. Teatro la Comunità 2026  

3 €

 

 

 

01 MARZO / 17 APRILE 2025 Favole di Oscar Wilde (per cominciare a leggerle)

Uno spettacolo di Giancarlo Sepe

 
con Alberto Brichetto, Davide Giabbani, Ariela La Stella, Aurelio Mandraffino, Riccardo
Pieretti, Federica Stefanelli, Michele Dirodi
scene Carlo De Marino
costumi Lucia Mariani
Luci Pietro Pignotta

musiche Davide Mastrogiovanni | Harmonia Team
elettricista  Erica Galante
scene realizzate da Scenografie Imparato & Figli
foto di scena Manuela Giusto

Produzione Teatro della Toscana

Note di regia
Più che narrare, si sondano i territori della favola. Gli umori che presiedono alla loro lettura. È
come descrivere lo stato d’animo che porta alla necessità del racconto favolistico, la spinta a
varcare quella soglia che divide l’uomo, immerso nella sua realtà quotidiana, dal realismo magico
del sentimento, che pure ci attraversa nella vita di tutti i giorni e al quale non cediamo per pudore o
per paura di sprofondare nell’analisi del nostro sentire. È come una sequenza ininterrotta di
immagini, di passaggi, di attori, che un po’ raccontano della loro vita e un po’ delle storie che
hanno depositate nella propria memoria. Un’interazione di suoni come fosse una sola musica, con
i relativi andante, largo, crescendo, diminuendo ecc.
A loro sono abbinati i colori, che cambiano con gli sfondi, l’alternarsi delle stagioni…
Piccoli cristalli di azioni che potrebbero essere viste dentro una casa, ma che non hanno niente di
magico. La magia è il dolore del sentimento non corrisposto, dell’amore incapace di abbattere gli
steccati della diversità. L’angoscia che diventa ansia e si muta in speranza. Il sacrificio che non
aspetta e non vuole ricompensa. Favole: come dedizione, appartenenza, coraggio e visione
tollerante e solidale della vita. Una palestra emotiva dove si attivano le sensazioni sopite e destate
della confessione interiore, l’accorato pensiero di personaggi che, timorosi di esprimersi, grazie
alla favola che irrompe e sovverte il sentimento prudente, trovano l’ardire per esercitare la loro
passione.

Giancarlo Sepe

INFO
Dal martedì al  sabato ore 21.00 domenica ore 18:00  (lunedì riposo)

( Lo spettacolo non è adatto a coloro che hanno problemi di claustrofobia)

Teatro La Comunità

Via Giggi Zanazzo 1, Roma
Info e prenotazioni


06 5817413  – teatrolacomunita@gmail.com
www.teatrolacomunita.com
Lo spettacolo ha un numero limitato di 34 posti a recita
Prevendite
 https://www.ticket.it/teatro/evento/favole.aspx
Biglietti
22€ intero | 15€ ridotto (studenti e over 65)
+ diritti di prevendita online e 3€ per la tessera associativa Ass. Cult. Teatro la Comunità

28 Dicembre > 19 Gennaio FEMININUM MASKULINUM uno spettacolo di Giancarlo Sepe

con (in ordine alfabetico) Sonia Bertin, Alberto Brichetto, Lorenzo Cencetti, Chiara Felici, Alessia
Filiberti, Francesco Lanzanova, Ariela La Stella, Aurelio Mandraffino, Giovanni Pio Antonio Marra, Riccardo Pieretti,
, Federica Stefanelli
e con la partecipazione di Pino Tufillaro
musiche Davide Mastrogiovanni | Harmonia Team
scene Carlo De Marino
costumi Lucia Mariani
disegno luci Javier Delle Monache
assistente costumista Isabella Melloni
scene realizzate dal Laboratorio di Scenografia del Teatro della Pergola
macchinisti realizzatori Duccio Bonechi, Cristiano Caria, Francesco Pangaro, Filippo Papucci
produzione Teatro della Toscana
foto di scena Manuela Giusto

Dal28 dicembre Al 19 Gennaio 2025  
FEMININUM MASKULINUM
uno spettacolo di Giancarlo Sepe

INFO
Dal martedì al sabato ore 21 | domenica ore 18 (lunedì riposo)  Recita speciale lunedì 30 Dicembre
Teatro La Comunità
Via Giggi Zanazzo 1, Roma
Info e prenotazioni
06 581 7413 – teatrolacomunita@gmail.com

 

Acquista i Biglietti

https://www.ticket.it/teatro/evento/femininummaskulinum_738011.aspx 

L’ascesa di Hitler, la ribellione degli artisti. Alcuni si esprimono negli angoli bui, nei sotterranei,
altri decidono di scappare, e salvarsi la vita. Il nuovo spettacolo di Giancarlo Sepe racconta di
questi fuggiaschi.
La storia è scritta da donne e uomini, artefici e vittime di loro stessi. Il 30 gennaio del 1933 Hitler sale al
potere e tutto quello sognato e sperato nella Repubblica di Weimar: le promesse, le libertà culturali,
politiche, sessuali, quelle di genere, sono cancellate. Il teatro, la musica e il cinema cercano di
respingere le proibizioni sul pensiero, la patria, la famiglia e il sesso. Sono gli artisti a ribellarsi, a
ritrovarsi in posti nascosti come clandestini, cantanti, attori, romanzieri, drammaturghi, ballerini e
musicisti, scelgono di esprimersi negli angoli bui, nei sotterranei, nei letti, nelle strade e sono alcuni di
loro che in quel fatidico giorno, il 30 gennaio 1933, decidono di scappare e salvarsi la vita.
Thomas Mann, forte del Premio Nobel, cerca di resistere alla fuga e solo nel 1936 decide di lasciare la
Germania con la moglie Katia ebrea di nascita. Erano gli anni in cui i tedeschi guardavano all’America
come alla terra dove tutto è possibile, finanche accettare la musica nera, permettere a tutti, ebrei
compresi, di fare del cinema, tra questi Billy Wilder, il regista ebreo di origine austriaca che nella Berlino
de 1929 dà avvio alla sua carriera, mantenendosi, lavorando da ballerino per signore sole, in una
Ballsaal della capitale.
Hitler costruisce la nuova Germania desiderosa di annientare i nemici e diventare agli occhi del suo
popolo la razza eletta. L’efferatezza espressa in quegli anni, con uccisioni e rappresaglie, creano paura
e tracciano la strada di una perdizione che solo una guerra “persa” potrà sanare. Negli anni ’30, in
America, c’era la grande depressione e il proibizionismo che elessero personaggi come Al Capone a
eroe di un dissesto morale che spesso viene assimilato al terrore nazista. Tutti fuggivano, tutti
cercavano un posto dove stare e lavorare. Femininum Maskulinum racconta di questi fuggiaschi.

Thomas Mann nel giorno in cui gli viene sottratta la laurea ad honorem di Bonn e la cittadinanza
tedesca, nel 1936, attacca il nazismo e rinuncia, andando via dalla sua terra, a continuare quei giuochi
da mago che i figli gli chiedevano prima di andare a letto, per esempio: far sparire cose e persone, in
quel caso l’umanità gli sarebbe stata grata di aver salvato il mondo dalla tragedia. Ma fu lui a eclissarsi
in una città del New Jersey, a Princeton. I figli di Thomas Mann, invece, furono capaci di lottare da
subito contro la barbarie di chi voleva determinare la loro identità di genere. L’omosessualità era bandita
e combattuta, nonostante molti omosessuali popolassero il partito di Hitler.
Quali parole sono state dette in quegli anni, quali quelle sentite attraverso muri immersi nella città, in
balia di uomini e musiche che ammaliavano e atterrivano? Quali amori? Tutti inconfessabili e forti come
delitti, passi di gloria e di certezze svanite, uomini e donne, sorelle e amanti, con figli degeneri o forse
no. Sarebbe bello essere sé stessi e rimanere in un posto qualunque senza agguati o soprusi da
sopportare.

Giancarlo Sepe

Giancarlo Sepe - Il Teatro e la sua Comunità